[41]M.-D. Chenu,
La fede nell’intelligenza e il vangelo nel tempo, in I. Biffi - C. Marabelli,
Invito al Medioevo, Jaca Book, Milano 1982, p. 39. Su
La théologie comme science au XIIIe siècle e sui suoi «aggiornamenti» si veda l’ampio studio di H. Donneaud,
Histoire d’une histoire. M.-D. Chenu et «La théologie comme science au XIIIe siècle», in Mémoire Dominicane, n° 4: Les Dominicaines et leur histoire, du Cerf, Paris 1984, pp. 139-175. Un prosieguo nella linea di quest’opera è il volume: I. Biffi,
Figure medievali della teologia, Jaca Book, Milano 1992. Nella presentazione di quest’opera Chenu sottolinea il metodo di studio del suo autore, avente due vantaggi: «Quello di restituire il tessuto mentale nel quale è nato ed è stato fecondato il genio, la cui creatività promana dal suolo umano» e «quello di ritrovare la problematica secondo la quale i grandi maestri pongono e risolvono le questioni. La grave maldestrezza di una certa scolastica fu quella di registrare le “conclusioni”, senza riservare una prima attenzione alle intuizioni, rimaste spesso implicite, che irrigavano di luce queste conclusioni. [...] Il “tomismo” ha perso la genialità di Tommaso d’Aquino» (
Ibid., p. XIV). Avendoci inviato le sue trascrizioni dei manoscritti dei teologi medievali di Oxford, Chenu ci scriveva: «Mi rallegro di averle dato i testi dei teologi di Oxford. [...] Si tratta di trascrizioni rapide: un “cantiere” i cui materiali non sono diventati una costruzione e non sono stati elaborati – vestigia di un progetto non attuato –. Il mio lavoro si è interrotto nel 1932» (
Ibid., pp. 13-14).