Sant'Antonio.org - Il portale della comunità antoniana
Edizioni Messaggero Padova
   Homepage
   Chi siamo
   L'ultimo numero
   Consulta i fascicoli
   Monografie 2011
   Abbonamenti
   Mailing list
   Il mio carrello

 
Ricerca avanzata





ELiber: E-book Religiosi e Testi Sacri
Evangeliario


 Stampa pagina           Segnala pagina



 
In dialogo con san Paolo e le sue lettere
Editoriale

La magnanimità del Signore nostro giudicatela come salvezza,
come anche il nostro carissimo fratello Paolo vi ha scritto,
secondo la sapienza che gli è stata data;
così egli fa in tutte le lettere, in cui tratta di queste cose.
(2Pt 3,15-16)

La seconda lettera di Pietro addita ai cristiani di ogni generazione la sapienza di Paolo nel comunicare con le sue missive la comprensione autentica della salvezza inaugurata dal Cristo. Non nasconde però nei versetti seguenti che «in esse ci sono alcune cose difficili da comprendere e gli ignoranti e gli instabili le travisano, al pari delle altre Scritture». Così dicendo riconosce innanzitutto la necessità di una sana ermeneutica ecclesiale dell’epistolario paolino – già al suo tempo non sempre immediatamente intelligibile – e insieme, poi, parlando delle «altre Scritture», attesta dall’interno del Canone l’ispirazione delle lettere dell’Apostolo: anch’esse sono già all’epoca sentite tanto importanti da far parte degli scritti fondamentali e normativi per la chiesa. «CredereOggi», dopo aver presentato nelle scorse annate le quattro monografie sui vangeli, non poteva trascurare la figura complessa e unica del grande teologo e missionario dell’età apostolica.

È stata fatta una scelta precisa nell’impostazione del presente fascicolo: gli articoli che lo sostanziano non sono saggi di esegesi ma principalmente studi sintetici di questioni di teologia biblica. Intendono fornire perciò materiale di riflessione e di aggiornamento su alcuni aspetti della variegata vicenda dell’interpretazione della figura dell’Apostolo delle genti, della sua vita e naturalmente di punti particolari del suo epistolario. Non è affatto esagerato dire che quest’ultimo ha esercitato un «peso» sulla formazione dottrinale della chiesa e sulla sua costante verifica e revisione, paragonabile, se non in certi casi superiore, a quello del quadriforme vangelo. Temi fondamentali come ad esempio la fede, la grazia, la giustificazione, il valore della legge e la libertà del cristiano, sono tutti contenuti ed elaborati nelle lettere di Paolo. L’attestazione della rivelazione che egli ci fornisce risulta ormai indistricabilmente unita alla sua personale comprensione, assimilazione e rielaborazione: se è vero che la fede della chiesa è determinata dalla testimonianza degli apostoli, è anche certo che la testimonianza di Paolo, insieme a quella giovannea, giganteggia sulla scena fin dalle origini dell’esperienza cristiana. Se si vuole comprendere la rivoluzione che nel I sec. ha segnato la novità cristiana della fede, non si può non leggere Paolo, talvolta addirittura definito «fondatore del cristianesimo». In realtà Paolo si ritenne e fu soprattutto fondatore e costruttore di comunità cristiane.

Il percorso di questo numero è affidato a biblisti esperti, impegnati principalmente nell’insegnamento e nell’approfondimento delle lettere paoline.

A. Buscemi, ci offre un quadro di riferimento per collocare la figura di Paolo facendo il punto della situazione a proposito della ricerca su alcuni problemi quali: autenticità, valore storico delle fonti, cronologia della vita e delle opere. Utile anche il panorama sui nuovi metodi di interpretazione applicati ai testi paolini, metodi che conducono a stabilire alcune coordinate essenziali per una teologia di Paolo. Con il titolo provocatorio: Apostolo o apostata si apre invece il contributo di R. Penna sulla collocazione ecclesiale e teologica di Paolo nel quadro delle origini cristiane. Ci illustra i giudizi contrastanti sviluppatisi nei primi secoli riguardo la figura e il pensiero dell’Apostolo delle genti. La sua forte originalità a proposito della sufficienza di Cristo rispetto alla Torah, della gratuità della giustificazione e del suo orientamento universale nell’annuncio del vangelo gli procurarono, in vita e anche dopo la morte, incomprensioni opposizioni. Tuttavia, l’ingresso del suo epistolario nel Canone delle Scritture attesta davanti alla chiesa di tutti i tempi la vittoria dell’inclusivismo di tutti gli uomini nel progetto salvifico contro una possibile chiusura nel giudaismo, e l’affermarsi della lettura liberante e non legalista del messaggio di Gesù. Con A. Pitta andiamo al cuore della predicazione paolina: lo «scandalo» della croce presentata come salvifica. La fede nel Crocifisso è l’unica origine della giustificazione e solo attraverso la partecipazione sacramentale alla morte di Cristo (concrocifissione) si può partecipare anche alla sua risurrezione. La croce dunque, «sapienza di Dio e potenza di Dio», è il centro nodale della realizzazione e della comprensione dell’evento cristologico, e deve rimanere tale non solo nella teologia di Paolo, ma in ogni rilettura teologica successiva, che non può sminuirne il valore.

L’Apostolo delle genti è famoso anche per il suo stile missionario di instancabile annunciatore del vangelo. B. Maggioni ci accompagna nella rivisitazione dei suoi viaggi apostolici soffermandosi a penetrare il motivo teologico dell’infaticabile azione missionaria di Paolo: il suo anelito a evangelizzare proviene dalla «scoperta» della destinazione universale dell’amore gratuito di Dio, che non sopporta di non essere annunciato a tutti e dovunque. Non poteva, poi, mancare nel nostro fascicolo dedicato all’analisi della teologia paolina un riferimento al dibattito ecumenico. È affidato a S. Romanello che, a partire da Lutero, espone alcuni punti focali dell’ermeneutica protestante di Paolo e la loro odierna messa in questione in alcune delle nuove prospettive degli studi scientifici. L’articolo spiega come la ricerca contemporanea rimetta in discussione alcuni capisaldi «confessionalmente» marcati (ad esempio, la centralità della categoria di giustificazione); le novità nell’esegesi chiedono di tenere aperto (o di riaprire) lo spazio della riflessione di ogni chiesa nell’interpretazione delle lettere paoline.

Se evidentemente i pagani sono l’obiettivo principale dell’azione evangelizzatrice di Paolo, egli non dimentica però la «radice santa» della chiesa: il popolo della prima alleanza mai revocata da Dio. Il mistero doloroso della «disobbedienza» di Israele che diventa provvidenziale perché i gentili ottengano misericordia, è il tema dell’articolo di S. Carbone. Seguendo Rm 9-11 viene presentata l’argomentazione di Paolo nei confronti dell’«indurimento» di Israele e la sua speranza escatologica di veder realizzato l’unico popolo nuovo, riconciliato in Cristo, senza più muri e divisioni.

G. Biguzzi affronta la controversa questione dell’antifemminismo di Paolo. Nel suo contributo mette in luce come l’interpretazione tradizionale «contro le donne» di passi quali 1Cor 11 e 14 fosse basata più su una «eis-egesi» pervasa di spirito maschilista che su una corretta esegesi scientifica. Si tenta perciò oggi di recuperare con maggior neutralità l’intenzione dell’Apostolo, vedendola anche nel quadro della sua attività spesso affiancata, come si sa, dall’aiuto di molte donne (Prisca, Fede, Evodia, Sintiche...). Naturalmente, bisogna cautelarsi dal cadere nell’estremo opposto: prestare a Paolo un «femminismo» certo non presente nei suoi testi.

Alcune suggestioni di carattere pastorale-liturgico sono affidate a G. Benzi. Si parte da una constatazione: nonostante le lettere di Paolo siano largamente presenti nel Lezionario feriale e festivo, altrettanto raramente diventano oggetto dell’omelia. Puntualizzate le ragioni di questo silenzio, vengono proposte tre direttrici teologiche che pervadono gli scritti paolini e che non possono essere assenti dalla predicazione, pena il privare il popolo di Dio di ricchezze necessarie alla maturazione della fede dei singoli e delle comunità e al loro slancio missionario.

L’invito alla lettura, a cura di A. Moda, seleziona infine, nel «mare» bibliografico dedicato a Paolo, parecchi testi di riferimento, utili a quanti vorranno navigare ancora nello studio delle lettere paoline accompagnati da valide «bussole».


 Vai inizio pagina           Stampa pagina           Segnala pagina


© 2012 PPFMC Messaggero di S.Antonio Editrice
Via Orto Botanico 11 - 35123 Padova (Italy) - P.Iva 00226500288
Tel. +39 049 8225 777 (8:30 - 12:30; 13:30 - 17:30) - Fax +39 049 8225 650
email:credere@santantonio.org