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Fare teologia in Italia oggi
Editoriale

Incipiendum est a medio quod est Christus.
Ipse enim «mediator Dei et hominum» (1Tm 2,5) est tenens medium
in omnibus [...] Unde ab illo incipiendum necessario, si quis
vult venire ad sapientiam christianam
[1].



Fu proprio accogliendo questo invito del doctor seraphicus che i teologi italiani nel gennaio 1991 diedero inizio ai loro «corsi di aggiornamento» annuali, dedicandosi allo studio della cristologia contemporanea[2]. Questo richiamarsi agli insegnamenti di un grande maestro della teologia medievale mostra che le origini di una teologia in Italia hanno radici molto lontane nel tempo e che hanno prodotto frutti maturi in varie parti del mondo, soprattutto se si volesse indagare le scuole di teologia promosse all’interno dei vari ordini religiosi. Non è però questa l’intenzione che ha guidato la preparazione del presente fascicolo: non si vuole fare una ricerca storica risalendo al passato, quanto piuttosto completare la serie dei quaderni dedicati alla teologia oggi nei vari continenti[3]. Ci sembrava interessante, infatti, terminare con una panoramica sulla situazione teologica in Italia a partire dal concilio Vaticano II, evento che certamente ha segnato uno spartiacque a questo riguardo.

Il rinnovamento degli studi teologici nel nostro paese è uno dei risultati più evidenti del postconcilio. Se prima l’Italia era famosa per essere il paese che traduceva libri di teologia d’oltralpe o d’oltreoceano, oggi si può dire tranquillamente che anche i teologi italiani si fanno apprezzare dai colleghi di altri paesi: i loro libri mostrano che la ricerca e la scienza teologica in Italia hanno raggiunto un livello più che dignitoso. Com’era giusto attendersi, ci sono ora opere di teologi italiani tradotte in altre lingue: basti pensare, solo per fare qualche nome, ai libri di Carlo Maria Martini e Bruno Forte.

La nascita di varie facoltà di teologia al di fuori di Roma mostra, inoltre, che le prospettive future fanno ben sperare. Non è più necessario recarsi nelle università pontificie romane per studiare teologia e il numero crescente di laici che intraprendono questo studio indica come l’ambito delle scienze sacre non sia più ristretto solo ai preti o agli specialisti del sacro.

Volutamente la nostra indagine ha dato la parola a diversi interlocutori, alle varie voci che compongono il coro ormai numeroso della teologia in Italia. Tuttavia ci si è limitati a esaminare le istituzioni accademiche erette dall’autorità della chiesa e quindi soggette al regime della missio canonica, garanzia di un insegnamento ortodosso e in comunione con il corpo ecclesiale. Si sono così tralasciati i dipartimenti di scienze o studi religiosi che si stanno diffondendo nelle università statali e che pure contribuiscono al progresso teologico, specialmente in ambiti come la storia, l’archeologia, la psicologia e la sociologia della religione.

Coscienti di questi limiti, presentiamo il fascicolo che si apre con un breve sguardo storico di Maurilio Guasco alle vicende della teologia italiana, dalla soppressione delle facoltà teologiche presso le università statali fino ai giorni nostri. Segue un ampio articolo introduttivo di Gianluigi Pasquale in cui si dibattono i criteri per una ricognizione di che cosa sia «scuola teologica» e quali siano le principali caratteristiche di alcune realtà accademiche italiane, scelte come campione rappresentativo del metodo e degli scopi che esse intendono raggiungere.

Inizia poi una serie di contributi, in cui prendono la parola (per così dire) i diretti interessati. Giovanni Trabucco presenta la Facoltà teologica di Milano che vede la teologia come il sapere critico della fede. Andrea Toniolo sottolinea, invece, il legame inscindibile tra teoria e prassi, mostrando come la dimensione pastorale sia indispensabile nella ricerca teologica e caratterizzi la specializzazione della Facoltà teologica del Triveneto. Basilio Petrà, ripercorrendo la storia della Facoltà teologica di Firenze, mette in evidenza la dimensione storica del cristianesimo e la necessità di una continua riflessione per applicare i grandi principi del vangelo nel concreto della vita. Massimo Naro, dal canto suo, descrivendo il cammino della Facoltà teologica della Sicilia, insiste sul dialogo del cristianesimo con le altre religioni, un dialogo quanto mai necessario per comprendere fino a che punto il cristianesimo sia riducibile a religione e quanto per la sua dimensione di fede se ne distacchi continuamente. Sempre su questo versante ecumenico, ma ad intra invece che ad extra, interviene Jean Paul Lieggi, della Facoltà teologica pugliese, che documenta il cammino convergente della chiesa cattolica e di quella ortodossa, entrambe legate a san Nicola, venerato a Mira ed egualmente a Bari. Un segno questo di come l’ecumenismo della santità vada ben oltre e precorra gli sforzi e le formule dei teologi. Infine, Silvano Maggiani, già segretario del «Coordinamento delle associazioni teologiche italiane», presenta le varie associazioni teologiche nate in Italia nel postconcilio, indicando i loro punti di forza secondo quanto stabiliscono i rispettivi statuti e recensendo brevemente gli apporti che ognuna ha dato al progresso degli studi sacri.

Come al solito, l’Invito alla lettura, curato da Gianluigi Pasquale, offre abbondante bibliografia che permette di conoscere i precisi riferimenti alle opere più importanti che hanno segnato il percorso della teologia italiana negli ultimi 40 anni. Utilissimo anche l’elenco dei siti internet dove le varie associazioni hanno modo di tenere aggiornati gli utenti circa le iniziative e le pubblicazioni da loro promosse.

Auguriamo ai lettori di scoprire sempre più le ricchezze della varietas indivisa che esiste nel tessuto teologico della chiesa italiana.

 



[1] San Bonaventura, Collationes in Hexaemeron, I, 10.

 
[2] G. Iammarrone (ed.), La cristologia contemporanea, EMP, Padova 1992, p. 9 [Atti del Corso ATI di aggiornamento per docenti di teologia dogmatica, Roma, 3-4 gennaio 1991].

 
[3] Cf. «Credere Oggi» n. 152 (Teologia in Africa), n. 158 (Teologia in Asia), n. 164 (Teologia in America del Nord), n. 171 (Teologia in America Latina). Utili anche il n. 134 (Teologi cattolici del XX secolo), il n. 140 (Teologi ortodossi del XX secolo), il n. 146 (Teologi protestanti del XX secolo).

 

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