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Tra riflessione teologica ed esperienza credente
Editoriale

Il tempo dell’oblio è alle spalle. Nella riflessione teologica occidentale, l’interesse per la persona dello Spirito Santo si è notevolmente ravvivato, come testimonia la ricchezza (alcuni parlano di «effervescenza») della ricerca in campo pneumatologico nell’ultimo quarantennio, a partire cioè dall’enciclica Dominum et vivificantem (1986) di Giovanni Paolo II fino ai nostri giorni. Seppur con qualche chiaroscuro, anche nella comunità ecclesiale è cresciuta la consapevolezza riguardo alla presenza e al ruolo dello Spirito nel vissuto del credente, come in ogni aspetto dell’esperienza di fede. Dall’ecumenismo al dialogo interreligioso, dalla ricerca teologica alla preghiera personale e liturgica, dalla forma di presenza nel mondo, ai rapporti intraecclesiali, non vi è settore della vita cristiana che non abbia tratto beneficio dal rinnovato ascolto di «ciò che lo Spirito dice alle chiese» (Ap 2,7).
La “riscoperta” dello Spirito Santo è, dunque, tra le novità più importanti del postconcilio, tanto nella teologia che nella vita della chiesa. Numerosi e significativi gli effetti di questa “nuova Pentecoste”: il moltiplicarsi dei trattati teologici sullo Spirito Santo non più ancorati agli schemi manualistici del passato (in ambito cattolico, si possono citare le opere di Yves Congar, Karl Rahner, Heribert Mühlen, Hans Urs von Balthasar e molti altri), un più diffuso desiderio di spiritualità, unitamente alla ricerca di percorsi e di maestri dello Spirito. Inoltre, da più parti, sono sorti dal basso gruppi di credenti che pongono l’esperienza dello Spirito al cuore del loro cammino di fede. È il caso del Rinnovamento carismatico cattolico che quest’anno celebra il 50° dell’inizio, un movimento ecclesiale fondato sulla riscoperta della figura dello Spirito Santo e i suoi carismi.
A trent’anni dall’uscita del primo fascicolo di «CredereOggi» dedicato allo Spirito (Lo Spirito Santo. Il grande operatore invisibile [39/1987]), la rivista offre di nuovo il suo apporto al dibattito sviluppatosi intorno alle diverse questioni pneumatologiche. Articolata e “plurale”, la riflessione si sviluppa secondo una duplice prospettiva: da un lato, una particolare attenzione alle questioni teologiche; dall’altro, uno sguardo al vissuto di fede, mettendo a fuoco soprattutto la categoria dell’“esperienza”, la via attraverso la quale la presenza misteriosa dello Spirito diviene percepibile.
Il primo contributo affronta l’importante questione del linguaggio: Nominare lo Spirito Santo: limiti e possibilità. Gioacchino Curiello riflette sulla nominazione teologica in genere e, in particolare, quella relativa allo Spirito Santo, soffermandosi anche sulle regole per nominare Dio e sui nomi propri attribuiti allo Spirito.
Una ricerca sulla religiosità del movimento carismatico cattolico è proposta da Verónica Roldán, L’esperienza dello Spirito Santo nei movimenti cattolici. Il caso del Rinnovamento carismatico. A partire dal clima ecumenico e di rivitalizzazione della fede ispirato dal concilio Vaticano II, l’autrice studia il caso del tutto particolare del Rinnovamento carismatico, caratterizzato da un’originale riscoperta della figura dello Spirito Santo e dei suoi carismi.
L’approfondimento scritturistico è a cura di Germano Scaglioni, Simboli biblici dello Spirito Santo. Del repertorio di immagini e simboli di cui si sono avvalsi gli agiografi per parlare dello Spirito, l’autore studia i simboli che hanno assunto maggior rilievo nella tradizione cristiana: il vento, l’acqua, il fuoco, la colomba e l’unzione.
L’azione dello Spirito Santo nella storia della salvezza può essere rappresentata dalla figura del “grembo”. Lo Spirito “vivificante” scendendo sopra la creazione crea in essa spazi (grembi) capaci a loro volta di generatività: Maria, il cui grembo genera l’uomo-Dio, la chiesa che nel “grembo” del fonte battesimale rigenera la vita degli uomini e delle donne. Di queste dinamiche generatrici di vita tratta il contributo di Valentino Maraldi, Il grembo ecclesiale dello Spirito.
In I doni e i frutti dello Spirito nella teologia del Vaticano II, Gianluigi Pasquale illustra i passaggi fondamentali nella riflessione ecclesiale sullo Spirito Santo come dono ai credenti, cogliendo il cambio di scenario teologico occorso prima e dopo il concilio Vaticano II.
Il rinnovato interesse per le questioni ecologiche, stimolato anche dall’enciclica di papa Francesco Laudato si’, richiede un’attenta riflessione sulla natura a partire dalla fede nel Dio Trinità, ponendo particolare attenzione alla dimensione pneumatologica. È quanto propone lo studio di mons. Ioannis Spiteris, Per una (ecologia?) cosmologia pneumatologica.
Esiste un limite all’azione dello Spirito? Come intendere le parole di Gesù, secondo cui lo Spirito, come il vento, «soffia dove vuole» (Gv 3,8a)? Si tratta di questioni rilevanti, soprattutto per la teologia delle religioni, da più parti sollecitata a superare il cristocentrismo, a favore di un modello teocentrico o pneumatocentrico. A questo e ad altri interrogativi risponde l’articolo di Gilberto Depeder, Lo Spirito soffia dove vuole? Libertà dello Spirito e universalità della salvezza.
Le questioni morali hanno un potenziale divisivo tra le diverse confessioni cristiane, ma esistono anche traiettorie promettenti per un’elaborazione positiva delle differenze. È quanto sostiene Simone Morandini nel suo studio sulla dinamica ecumenica e sulle prospettive di dialogo nel campo dell’etica: «È lo Spirito che dà la vita». Per un’etica ecumenica.
Nella vita e negli scritti di san Francesco d’Assisi lo Spirito Santo non ha un ruolo marginale, ma ne rappresenta l’anima, come conferma lo studio di Daris Schioppetto L’intuizione fondamentale di san Francesco. L’autore analizza l’esortazione che il Poverello rivolge ai suoi frati, affinché essi imparino a desiderare sopra ogni altra cosa di possedere «lo Spirito del Signore».
Infine, Nataša Govekar propone uno studio sulle rappresentazioni dello Spirito nell’arte figurativa, ponendo al centro della sua ricerca La colomba e il fuoco come immagini dello Spirito Santo. Corredato da cinque fotografie, l’articolo offre un esempio di teologia espressa in immagini, aiutando il lettore ad apprezzare la fecondità dell’intreccio tra arte fede.
L’Invito alla lettura, a cura di Gianluigi Pasquale, propone un resoconto ragionato sugli studi di pneumatologia dell’ultimo quarantennio (1986-2017), a partire, cioè, dall’enciclica Dominum et vivificantem. Il lettore desideroso di proseguire il percorso di approfondimento e riflessione sulla persona e l’opera dello Spirito Santo può così confrontarsi con le acquisizioni della ricerca teologica più autorevole.
Buona lettura.

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