Sant'Antonio.org - Il portale della comunità antoniana
Edizioni Messaggero Padova
   Homepage
   Chi siamo
   L'ultimo numero
   Consulta i fascicoli
   Monografie 2019
   Le serie (1980-2018)
   Abbonamenti
   Mailing list
   Il mio carrello

 
Ricerca avanzata



Amarsi da Dio di Oliviero Svanera
Ero straniero di Anselm Grün
Politica di Lorenzo Biagi


 Stampa pagina           Segnala pagina



 
La riflessione continua
Editoriale

Non solo una ricorrenza formale. A cinquant’anni dalla sua pubblicazione da parte di Paolo VI (25 luglio 1968), la Lettera enciclica Humanae vitae sul gravissimo dovere di trasmettere la vita umana continua a far discutere. Dopo una gestazione lunga e complessa, l’enciclica fu accolta all’insegna della critica. Fin dai suoi primi passi, infatti, il cammino di ricezione di Humanae vitae è stato tutt’altro che lineare: contestazioni, polemiche, distinguo su numerosi punti, insieme a prese di distanza anche da parte di alcuni episcopati nazionali. Nata come riflessione approfondita sui principi fondamentali riguardanti il matrimonio e la procreazione, l’enciclica si trasformò ben presto in «segno di contraddizione», vero e proprio terreno di scontro tra chi ne affermava il valore profetico e coloro invece che ne denunciavano i limiti e le incongruenze. Il contesto culturale in cui fu proposta – gli albori della contestazione del Sessantotto – non favorì l’accoglienza serena ed equilibrata di un documento che affrontava un tema controverso, ma decisivo per il futuro dell’umanità.
In ambito pastorale, la situazione si è rivelata altrettanto problematica, facendo registrare in molti casi un evidente scollamento tra le indicazioni del magistero e la vita concreta dei fedeli, chiamati alla trasmissione della vita nel contesto familiare cristiano, ma spesso lontani o ignari dello spirito più autentico di Humanae vitae. Alcuni commentatori hanno parlato anche di uno «scisma sommerso» all’interno della chiesa cattolica o almeno in alcuni suoi settori, critici verso i contenuti specifici dell’Humanae vitae (ad esempio, la ribadita immoralità dell’uso degli anticoncezionali e il ricorso esclusivo ai metodi naturali), come sull’opportunità di un intervento magisteriale su una questione dove non sembrava essere in gioco la relazione immediata con Dio.
Cinquant’anni dopo, molte cose sono cambiate: mutamenti profondi e imprevedibili hanno investito tutti gli ambiti della vita umana, dal piano sociale e culturale a quello economico, politico e tecnologico. La stessa chiesa e la teologia hanno compiuto un lungo cammino dopo Humanae vitae: sui temi affrontati dall’enciclica, vi sono stati ulteriori interventi del magistero, fino all’ultimo in ordine di tempo, l’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco, che pur non trattando in modo specifico della procreazione della coppia colloca la riflessione su questo tema a partire da un approccio nuovo alla teologia e alla pastorale della famiglia.
La nostra rivista intende proporre al lettore un percorso di riflessione che richiami alcuni dei punti nevralgici dell’enciclica, sui quali il dibattito è stato più vivace, nella convinzione che a cinquant’anni dalla sua pubblicazione sia ormai possibile cogliere la carica profetica dell’enciclica e della sua attualità, insieme alla percezione di ciò che invece ha subito l’usura del tempo. È quanto auspicava Benedetto XVI in occasione del quarto decennale di Humanae vitae:

Quanto era vero ieri, rimane vero anche oggi, […] ma la chiesa non può esonerarsi dal riflettere in maniera sempre nuova e approfondita sui principi fondamentali che riguardano il matrimonio e la procreazione[1].

L’impianto del fascicolo si può definire “classico”: in prospettiva multidisciplinare, si pone una particolare attenzione a ciò che è accaduto nel periodo successivo alla sua pubblicazione fino ai nostri giorni, con uno sguardo rivolto sia al contesto odierno sia alle sfide e alle opportunità che riguardano il futuro.
Il primo articolo è di Roberto Tamanti, A cinquant’anni da Humanae vitae: continuità e novità. Si tratta di un bilancio su questo testo magisteriale, alla ricerca delle acquisizioni ormai «definitive» della dottrina sulla teologia del matrimonio e la sua finalità procreativa, insieme alla riflessione su alcuni aspetti ancora oggetto di dibattito.
Dall’esperienza maturata presso un Consultorio familiare, proviene il contributo di Luisa e Paolo Benciolini, La ricezione di Humanae vitae tra il popolo di Dio. Due i momenti nella vita ecclesiale presi in esame: gli anni immediatamente precedenti e successivi all’Humanae vitae (1968) e la fase preparatoria al primo dei due sinodi sulla famiglia (2014).
Humanae vitae non pone solo questioni morali e pastorali, ma anche e soprattutto antropologiche. In questa prospettiva, per alcuni commentatori l’enciclica ha rappresentato un’involuzione antropologica rispetto alla linea personalista del concilio Vaticano II, mentre per altri vi si troverebbero problematiche ormai superate. Di diverso avviso è Ramón Lucas Lucas, A cinquant’anni dall’Humanae vitae: la questione antropologica rimane aperta.
La riflessione sul significato dell’amore coniugale rappresenta sicuramente uno dei contributi più significativi di Humanae vitae. Nel suo articolo: Significato unitivo e generativo dell’amore coniugale. Per un’etica della responsabilità, Pietro Cognato entra nel vivo del dibattito e propone un approccio fenomenologico-analitico come via per rendere comprensibile la verità dell’amore coniugale, individuandone gli addentellati con la fede cristiana.
In un contesto segnato dalla tensione tra dottrina e prassi e dal conflitto tra diverse interpretazioni dell’insegnamento morale della chiesa, assume particolare rilievo il ruolo del magistero, chiamato a un compito di discernimento e decisione. Su questo aspetto riflette Stefano Zamboni, Il magistero per il discernimento: Humanae vitae e Amoris laetitia.
Un contributo particolare è offerto da Nadia Toschi Vespasiani, «Sub luce Evangelii et humanae experientiae». La ricezione di Humanae vitae in alcuni manuali di teologia morale. Strumenti privilegiati di studio e di formazione degli studenti di teologia, i manuali di teologia morale presentano in modi diversi il significato di Humanae vitae, riflettendo il pluralismo postconciliare con cui si esprime la ricchezza di una morale dinamica, in dialogo con le sue fonti e alla ricerca di una comprensione sempre più approfondita del cammino dell’umanità.
Uno sguardo storico e teologico sulla ricezione dell’enciclica in America Latina è proposto da Antonio Giraldo Fidalgo, Humanae vitae. Un approccio in prospettiva latinoamericana. Ne esce un quadro articolato, in cui si riflette tutta la peculiarità e la ricchezza della realtà sociale e pastorale del continente sudamericano.
Il linguaggio della «paternità responsabile» riferito a entrambi i soggetti della coppia non rende pienamente ragione della singolarità dell’esperienza genitoriale. Da qui la necessità di nuovi paradigmi asimmetrici e non gerarchizzati, come suggerisce Lucia Vantini, Asimmetria tra maternità e paternità. Riflessioni a partire dall’Humanae vitae.
Nella Documentazione, il lettore può accostare tre brevi testi, proposti da Roberto Tamanti, essenziali per intendere il quadro antropologico peculiare del tempo di Paolo VI (Gustave Martelet), di Giovanni Paolo II (Karol Wojtiła) e papa Francesco (Corrado Lorefice).
La riflessione sull’enciclica ha prodotto una bibliografia pressoché sterminata. Roberto Massaro guida il lettore attraverso un percorso ragionato (Invito alla lettura), in cui sono segnalati e presentati, in maniera sintetica, gli studi e i commenti che hanno maggiormente influito sulla comprensione di Humanae vitae. Il contributo rappresenta uno strumento prezioso per confrontarsi con un testo che ha segnato come pochi altri la riflessione credente sull’amore coniugale.
Buona lettura.


[1] Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti al Congresso Internazionale promosso dalla Pontificia Università Lateranense nel 40° anniversario dell’enciclica ‘Humanae vitae’ (10 maggio 2008). 


 Vai inizio pagina           Stampa pagina           Segnala pagina


© 2018 PPFMC Messaggero di S.Antonio Editrice
Via Orto Botanico 11 - 35123 Padova (Italy) - P.Iva 00226500288
Tel. +39 049 8225 777 (8:30 - 12:30; 13:30 - 17:30) - Fax +39 049 8225 650
email:credere@santantonio.org | Privacy & cookie
 

The EU 2009/136/EC Directive regulates the use of cookies. By continuing to browse this site, you are agreeing to our use of cookies.