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La fine del mondo


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In dialogo per il futuro della «casa comune»
Editoriale

 Laudato si’, mi’ Signore,
per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et guberna,
et produce diversi fructi
con coloriti flori et herba
[1].

«Riflessione gioiosa e drammatica insieme», l’enciclica Laudato si’[2] è stata accolta con notevole favore, suscitando interesse anche al di fuori del mondo ecclesiale. Molti vi hanno trovato un testo autorevole, innovativo e globale, uno stimolo a riconsiderare questioni ambientali. Non sono mancate, tuttavia, le reazioni di sorpresa, soprattutto in rapporto alla scelta di un tema quale l’ecologia – il cuore dell’enciclica –, da alcuni giudicato inappropriato come oggetto di un intervento magisteriale e teologico.
Questo fascicolo si confronta con le attese degli uni e degli altri, nella convinzione che, da un lato, «nulla dell’ordine della creazione e dell’umano è estraneo ed escluso dall’ordine della fede» (Compendio della dottrina sociale della chiesa, 64); dall’altro che non si possa più parlare delle questioni connesse alla «cura della casa comune» senza tener conto dei vasti orizzonti che l’enciclica dischiude, dei suoi approfondimenti su temi specifici, insieme alla ripresa di nodi problematici richiamati, anche se non risolti.
Fra i tratti distintivi dell’enciclica se ne segnalano tre. In primo luogo, il punto di partenza, vale a dire lo sguardo “mistico” di papa Francesco: «Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode» (LS 12). Non a caso, il titolo dell’enciclica riprende l’incipit del Cantico delle creature di san Francesco che nelle realtà create coglieva un riflesso della bellezza, della bontà e della sapienza del Creatore.
In secondo luogo, la lucidità con cui l’enciclica inquadra la crisi ecologica, in tutta la sua gravità, ponendola in relazione con la crisi antropologica, vale a dire con la responsabilità dell’uomo, chiamato da Dio a «custodire e coltivare il giardino», ma trasformatosi ben presto in un dominus irresponsabile e senza scrupoli.
Il terzo aspetto è la dimensione dialogica che connota l’intero documento: «Di fronte al deterioramento globale – afferma papa Francesco – mi propongo di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune» (LS 3). La chiesa non lascia mancare il proprio apporto, ma riconosce che «su molte questioni concrete non ha motivo di proporre una parola definitiva e capisce che deve ascoltare e promuovere un dialogo onesto fra gli scienziati, rispettando la diversità di opinioni» (LS 61).
Con questo fascicolo, la nostra rivista entra nel vivo del dibattito suscitato da papa Francesco, secondo lo stile e le modalità consuete: attenzione alle diverse prospettive attraverso le quali si possono affrontare le questioni ecologiche, cogliendo i punti di vista più significativi e stimolanti, nel rispetto della complessità e con lo scopo di fornire uno strumento di lavoro, tanto autorevole quanto fruibile da tutti.
Nell’articolo di apertura, Giacomo Costa propone una riflessione sulla Laudato si’, indicando nella “dimensione pastorale” la vera chiave di lettura per comprendere l’enciclica, come dimostra anche la scelta di papa Francesco di considerare i molteplici aspetti della vita nella prospettiva dell’ecologia integrale.
Pier Francesco Ghetti considera l’ecologia come scienza a sé, nata nel contesto della cultura naturalistica dei secoli XVIII-XIX, ma consolidatasi come «scienza degli ecosistemi» a partire dalla seconda metà del secolo scorso.
Nell’articolo Ecologia umana: un intreccio di saperi, Leopoldo Sandonà richiama l’attenzione sull’ecologia “umana” come crocevia di diverse discipline. In particolare, l’autore offre una lettura «generativa» della Laudato si’, alla luce cioè dei grandi principi indicati dall’enciclica come via per realizzare un’autentica ecologia umana.
Bruno Bignami pone la «dialettica della cura» al cuore delle questioni ecologiche. Nel suo studio – Un’etica per la cura della terra – sono riprese e sviluppate alcune intuizioni della Laudato si’, soprattutto laddove l’enciclica afferma che la salvaguardia del dono del creato richiede non solo sforzi diretti al miglioramento del rapporto con l’ambiente, ma anche un rinnovato impegno per la cura dell’umanità, dal momento che le due realtà sono strettamente connesse tra loro.
Ecologia e sacro. Il significato religioso e sacro dell’ecologia propone una riflessione di Aldo N. Terrin sul rapporto tra due dimensioni fondamentali dell’esperienza umana – il sacro e l’ecologia –, chiamate al confronto con una conoscenza tecnica che sembra ormai aver preso il sopravvento sulle altre conoscenze. In ascolto del grido della terra, sacro ed ecologia indicano programmi di lavoro simili, in nome di una sympatheia universale che accomuna tutti gli esseri in una visione “ecosistemica”, secondo una morale che invoca gratitudine e riverenza per ciò che ci circonda.
Di sicuro interesse il contributo di Simone Morandini: Ecoteologie: una mappa essenziale, uno strumento per orientarsi nella riflessione ecoteologica degli ultimi anni. Morandini segnala una pluralità di autori e di idee, al fine di cogliere il mutamento di paradigma, cui è chiamata la teologia cristiana.
Nel delineare i tratti di un progetto di ecologia integrale, che includa il rapporto con Dio, gli altri, la natura e se stessi, Felice Accrocca indica come riferimento Francesco d’Assisi, «l’esempio per eccellenza della cura di ciò che è debole e di un’ecologia integrale vissuta con gioia e autenticità» (LS 10). L’esperienza del Poverello è compresa a partire dalla sorgente da cui tutto è scaturito: la relazione con il Dio di Gesù Cristo.
Buone pratiche di cura della terra, è il contributo di Matteo Mascia, una ricerca su ciò che può ridurre l’impatto delle nostre società sull’ambiente naturale e le sue risorse. Lo studio presenta una rassegna di esperienze incentrate sulla responsabilità sociale del consumatore, le cui scelte individuano una delle leve attorno a cui costruire percorsi e pratiche di cura della terra.
Nella Documentazione, curata da Germano Scaglioni, è illustrata un’originale iniziativa editoriale: The Earth Bible Project, un contributo alla discussione sulla crisi ecologica, attraverso un nuovo modo di accostare e interpretare i testi biblici: la «prospettiva della terra».
L’Invito alla lettura, a cura di Simone Morandini, offre un ampio repertorio bibliografico sui temi trattati. In queste pagine sono indicate le opere di maggior interesse e utilità, affinché il lettore possa avviare un proprio personale itinerario di ricerca.
La consueta rubrica delle recensioni In libreria chiude questa monografia, che i lettori sapranno apprezzare e valorizzare al meglio.


[1] Francesco d’Assisi, Cantico delle creature, in Fonti Francescane. Terza edizione rivista e aggiornata, EFR, Padova 2011, n. 263.

[2] Cf. Francesco, Lettera enciclica Laudato si’ (24 maggio 2015) (LS).


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