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Un'eredità da condividere
Editoriale

 Qui ad Assisi, qui vicino alla Porziuncola,
mi sembra di sentire la voce di san Francesco
che ci ripete: «Vangelo, Vangelo!»
[1]

La promulgazione della bolla Ite vos di Leone X, avvenuta il 29 maggio 1517, rappresenta uno degli snodi più significativi nella storia dei figli di san Francesco d’Assisi (1181/1182-1226): la divisione formale e giuridica della famiglia degli Osservanti da quella dei Conventuali. Fin dalle origini, nel mondo francescano coesistevano diversi modi di intendere e vivere la fedeltà al carisma del fondatore. Nonostante i numerosi tentativi, però, non fu possibile pervenire a una soluzione unanimemente condivisa e così, dopo oltre due secoli di controversie, l’intervento di papa Leone X prese atto della situazione, traendone le conseguenze sul piano giuridico.
Nell’anno in cui ricorre il quinto centenario della bolla Ite vos, la nostra rivista propone un fascicolo monografico. Non si tratta della semplice espressione di un dovere di memoria, per il fatto di essere una rivista “germinata” in ambiente francescano; né lo scopo è quello di «fare dell’archeologia o coltivare inutili nostalgie, quanto piuttosto ripercorrere il cammino delle generazioni passate per cogliere in esso la scintilla ispiratrice, le idealità, i progetti e i valori che le hanno mosse»[2]. La ricorrenza è un’occasione per «prendere coscienza di come è stato vissuto il carisma lungo la storia, quale creatività ha sprigionato, quali difficoltà ha dovuto affrontare e come sono state superate», senza temere di «scoprire incoerenze, frutto delle debolezze umane, a volte forse anche l’oblio di alcuni aspetti essenziali del carisma»[3].
Il focus del fascicolo, però, non è “settoriale”, vale a dire proiettato esclusivamente sulle vicende storiche della famiglia minoritica: l’orizzonte è più ampio, nella convinzione che l’esperienza di Francesco e del suo Ordine non riguardi solo il movimento francescano, ma sia per tutti un dono di Dio da accogliere e un’eredità da condividere. Si comprende, allora, come il riferimento privilegiato sia l’“oggi”, con cui il carisma del Poverello e del suo movimento, nella sua multiforme articolazione, deve confrontarsi, in un dialogo non sempre facile, ma più che mai necessario. È l’oggi inteso come kairos, cioè tempo di grazia per tutti coloro che, a partire da prospettive e presupposti diversi, sono affascinati dalla figura di san Francesco e dal suo “sogno” evangelico, percepito non come utopia, ma come luogo di autentica rigenerazione dell’umano.
In altre parole, il “paradosso” Francesco – l’uomo ignorans et idiota che desiderava soltanto vivere il Vangelo sine glossa e si trovò invece a sconvolgere gli equilibri sociali ed ecclesiastici della società e della chiesa del suo tempo e dei secoli successivi –, lungi dall’essere un capitolo chiuso, pone ancora molti interrogativi, sui quali intende soffermarsi il presente fascicolo.
Con il primo contributo: Unicità di frate Francesco e pluralità di san Francesco Giovanni Grado Merlo pone in evidenza un duplice orientamento nell’approccio pluriforme alla figura del Poverello ai nostri giorni: da un lato, la ricerca di un frate Francesco in sé; dall’altro la frequente riproposizione di un san Francesco per noi.
Mediante la sua vita e il suo rapporto con il mondo, san Francesco ha ispirato un nuovo modello di comunità umana e cosmica. La «scuola» che nel XIII secolo si venne delineando – da Alessandro di Hales a Bacone e Bonaventura, da Olivi a Scoto, da Occam a Lullo – tradusse la testimonianza di vita del Poverello in prospettive dottrinali, mettendo al centro la bontà, la libertà e la gratuità. Nel suo studio Orlando Todisco riprende e sviluppa queste intuizioni alla base della Fecondità del pensare francescano.
L’esperienza di Francesco ebbe un notevole impatto anche sull’organizzazione della vita sociale. Nei secoli XIII, XIV e XV i francescani teorizzarono (e realizzarono) un nuovo modello socio-economico, da cui prese origine la cosiddetta «economia di mercato». In La povertà pensata. Interrogativi francescani, Oreste Bazzichi propone di “riattivare” quello spirito francescano di reciprocità, gratuità e fraternità, come antidoto di fronte alle contraddizioni e alla grave crisi economico-finanziaria di questi ultimi anni, come suggerito più volte anche da papa Francesco.
Il Santo di Assisi è un’icona mediaticamente efficace, a lui ci si riferisce volentieri quando si parla di pace, salvaguardia del creato, fratellanza universale, ecc. Il rischio, però, è quello di porre in secondo piano non pochi aspetti della sua singolare esperienza umana e religiosa. Sul significato di Francesco per la spiritualità dell’uomo d’oggi si concentra Marzia Ceschia, Francesco d’Assisi: attualità di un’esperienza spirituale.
Lo studio di Maria Teresa Dolso, La difficile ricerca di un’identità. Esiste una questione francescana? propone un’articolata riflessione sui problemi che derivarono dallo scarto tra l’eredità di Francesco, vale a dire la sua “semplice” testimonianza evangelica, e la prassi propria dell’Ordine che da lui prese vita.
Luciano Bertazzo, Dalla divisione all’unità. Percorsi francescani: 1517-2017 offre uno studio delle vicende successive alla promulgazione della bolla Ite vos di Leone X che segnò l’iniziò di una nuova fase della storia secolare dell’Ordine minoritico. Particolare attenzione è dedicata alle diverse “riletture” mediante le quali, soprattutto negli ultimi decenni, il movimento francescano si è sforzato di comprendere la sua “pluriformità” come ricchezza da valorizzare e condividere.
Sugli istituti francescani di recente fondazione riflette Roberto Fusco, Nuove famiglie francescane. Risveglio e riattualizzazione di un carisma. Passando in rassegna le nuove esperienze di vita consacrata che possono essere ascritte all’alveo delle famiglie francescane, l’autore mette in evidenza anche il modo in cui elementi tipici dell’esperienza francescana sono stati reinterpretati e riadattati alla nostra società.
Francesco esercita un fascino “universale”: diverse confessioni cristiane come anche numerosi seguaci di altre religioni guardano a lui con interesse e ammirazione. Sul ruolo del Poverello nel dialogo ecumenico e tra le religioni si sofferma Silvestro Bejan, Francesco, santità, ecumenismo e dialogo interreligioso.
La proiezione globale della figura di Francesco e di Assisi, sua città natale, si comprende a partire dallo «spirito di Assisi», espressione per definire il movimento che ebbe inizio il 27 ottobre 1986, quando san Giovanni Paolo II convocò nella città del Poverello una Giornata mondiale di preghiera per la pace, cui parteciparono i responsabili delle grandi religioni del mondo. Sullo «spirito di Assisi», la sua evoluzione e il suo ruolo di fronte alle sfide del terzo millennio si concentra lo studio di Marco Impagliazzo, Assisi oltre Assisi.
L’Assisiate come exemplum per i pellegrini, soprattutto quelli che percorrono il «Cammino di Santiago» o, come scrive l’autrice (parafrasando un’espressione dei Fioretti), «coloro che pregano con i piedi fino a Santo Jacopo di Galizia». Su questo aspetto forse meno conosciuto, ma significativo della spiritualità di Francesco si sofferma Elena Zapponi, Pellegrini sulle orme di san Francesco.
Infine, l’attenzione si rivolge al papa argentino Jorge Mario Bergoglio che per la prima volta nella storia della chiesa ha assunto il nome del Santo di Assisi. Qual è la “lettura” che papa Francesco fa di san Francesco? Quali i tratti originali e innovativi della sua comprensione del Poverello? E quali le sue ricadute sulla vita ecclesiale? A questi interrogativi risponde Felice Accrocca, Una visione inclusiva. Il san Francesco di papa Francesco.
Nella Documentazione sono riportati tre testi diversi tra loro, ma che intendono aiutare il lettore a entrare nello spirito della celebrazione del quinto centenario della promulgazione della bolla Ite vos di Leone X. Il primo è la traduzione della bolla in lingua italiana. Il secondo, Una memoria abitata, presenta la stimolante riflessione di Luciano Bertazzo sul significato della ricorrenza e sulle sue implicazioni per il mondo francescano ed ecclesiale dei nostri tempi. Il terzo è l’estratto di un documento elaborato dai Frati francescani di Assisi, Itinerario per camminare insieme e crescere nella comune vocazione e missione francescana (2015/2018). Al cuore di questo progetto, soprattutto una serie di esperienze di comunione fraterna per tornare a «gustare l’arricchente pluriformità delle diverse famiglie del primo Ordine e del Terz’Ordine Regolare».
L’Invito alla lettura, proposto da Emil Kumka, offre una ricca panoramica bibliografica sulla letteratura francescana: dalle Fonti4 ai documenti più significativi, dai primi testi agiografici alle biografie più recenti, dalla produzione accademica e manualistica ai testi divulgativi e spirituali. Si tratta di una “bussola” quanto mai preziosa nell’accompagnare e orientare il lettore nel mare magnum dell’inesausta riflessione sulla straordinaria personalità di san Francesco d’Assisi.

Buona lettura.


[1] Francesco, Parole all’Incontro con i giovani dell’Umbria (4 ottobre 2013).

[2] Francesco, Lettera apostolica A tutti i consacrati (21 novembre 2014), I,1.

[3] Ivi.

[4] Ricordiamo ai nostri lettori che le citazioni che in vario modo, all’intero di tutto il fascicolo, rinviano alle fonti francescane con la sigla FF fanno riferimento a Fonti Francescane, terza edizione rivista e aggiornata, EFR - Editrici Francescane, Padova 2011.


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